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NBA, ancora in difficoltà i New York Knicks di Mike D'Antoni. Il gioco latita, tra i troppi isolamenti di Carmelo e la discontinuità di Stoudemire
Ok, ci eravamo sbagliati. Molti si erano sbagliati, pensando che quest'anno i New York Knicks potessero disputare un'ottima stagione. Prima Stoudemire, poi Carmelo Anthony e da ultimo Tyson Chandler, con Baron Davis che da più parti viene indicato come ormai pronto a scendere in campo. Ma per quanto forte possa essere il Barone, sappiamo tutti che difficilmente potrà bastare a cambiare questi Knicks, troppo indecifrabili. Ancora una volta.
Quali i motivi di una simile, brutta partenza dei Knicks? Trovare una risposta significa trovare la chiave del problema e non sarebbe cosa da poco... Proviamo. Innanzitutto è lo stesso sistema di squadra che continua a lasciare perplessi molti tifosi: la squadra è stata rifatta completamente negli ultimi mesi, a partire dallo scorso febbraio quando la dirigenza ha scelto di sacrificare Danilo Gallinari, tra gli altri, per arrivare a Carmelo Anthony. NY aveva la sua superstar, ma come ci insegna il basket, questo non basta per vincere. Quasi mai.
In seguito è stato ingaggiato Tyson Chandler, centro che avrebbe fatto comodo a tante squadre, il giocatore perfetto per registrare una difesa spesso ballerina. Insomma, l'insieme poteva funzionare, ma il campo, giudice supremo, sta dicendo il contrario. Chi ama leggere Peter Vecsey, sul New York Post, trova alcuni concetti sicuramente importanti, uno su tutti i troppi possessi di Carmelo Anthony, che peraltro non sta attraversando il suo miglior momento e nella gara contro i Bobcats ha fatto segnare il career low con un solo punto segnato.
Anche Stoudemire è abbondantemente sotto i suoi livelli abituali e anche in questo caso nascono sinistri sospetti sull'affidabilità della coppia con Melo: è davvero una super coppia? O invece sono due tipi giocatori che si troverebbero meglio in altri contesti e comunque con un ruolo da leader? Mike D'Antoni ha cambiato tanto, ma con poco successo. Anche lui ha le sue colpe, certo, ma non è il solo e certamente non è il primo.
Ai Knicks serve un play vero, una guardia forte, e non a caso nei giorni scorsi si sono diffuse voci di un interessamento per Steve Nash, la superstar dei Phoenix Suns. Ora, sinceramente non so se un giocatore di 38 anni, per quanto fenomenale, possa essere l'ideale per New York, ma il tipo di giocatore è proprio quello. Ma provare a prendere, quando si poteva, Deron Williams o Chris Paul, no?
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