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I Dallas Mavericks campioni NBA! Miami, che disastro...

Lunedì 13 Giugno 2011, 14:56 in NBA di

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Una grande squadra. Un grande collettivo. I Dallas Mavericks vincono il primo titolo Nba della loro storia, un successo più che meritato per un team che ci aveva già provato cinque anni fa, ma era uscito con le ossa rotte dal confronto con quegli Heat, quelli di Wade e di un certo Shaquille O'Neal. Adesso arriva la rinvincita, dopo un'ottima stagione regolare dei texani, che tuttavia nessuno considerava favoriti per il titolo. Ebbene si sono sbagliati tutti, ci siamo sbagliati tutti. Perchè questa è una squadra vera, tosta, con classe ma soprattutto con la mentalità giusta. Dal primo titolare all'ultima riserva.

Volete la prova di quanto stiamo dicendo? Guardate la freddezza con cui Ian Mahinmi, non certo una superstar (peraltro visto in campo poche volte e per una manciata di minuti finora) segnare sulla sirena del terzo periodo il +9 Dallas. O JJ Barea, il piccoletto che da due settimane dimora stabilmente nei peggiori incubi degli Heat. O ancora Brian Cardinal, duro, forse troppo duro, ma una roccia anche a livello mentale. Questi sono i protagonisti di un successo difficile da prevedere, ma bello da raccontare.

E poi c'è Dirk Nowitzki: pensate se questo straordinario giocatore si fosse ritirato senza aver vinto un titolo... sarebbe stato quasi un delitto. Fantastico, fenomenale, quasi eroico quando è sceso in campo con la febbre alta trascinando i suoi ad una vittoria fondamentale e, qualche giorno dopo, anche misurato, quando si è limitato a definire ignoranti e infantili Lebron James e Dwyane Wade che lo prendevano in giro, facendo finta di tossire.

Già, peccato che del Prescelto si siano perse le tracce proprio quando la sua squadra aveva più bisogno di lui. Perchè un conto è segnare carrettate di punti e stampare centinaia di schiacciate in stagione regolare, un altro è cercare di essere decisivi nell'ultimo quarto di una gara di finale. Questo a Lebron non è riuscito, ma neppure ai suoi compagni. La grande difesa di Miami si è inceppata, ma l'incredibile è accaduto in attacco, dove si sono visti più volte gli Heat passare e contropassare palloni invece di tirare a canestro.

Insomma, l'impressione è che abbiano dominato il panico e la paura, mentre sul volto dei texani si materializzava la consapevolezza di un'impresa semplice da spiegare: Dallas era più forte e ha vinto per questo. Se i Big-3 di South Beach vogliono dimostrare di essere tali, in futuro dovranno scrollarsi di dosso la paura che li ha bloccati questa volta. Ma questo, dopo la clamorosa scelta di Lebron la scorsa estate, assomiglia ad un fallimento clamoroso.

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