Il blog a stelle e strisce
Il caso di Michael Beasley è solo uno dei tanti. Forse il più eclatante, anche se datato estate 2009. Ma ormai la realtà e l'importanza dei social network sono un fatto, un elemento che ha caratterizzato e caratterizzerà sempre di più la nostra vita. Tanto che ovviamente la Nba non poteva evitare di intervenire ponendo regole da seguire, almeno nell'imminenza delle partite e nell'immediato dopo gara.
La storia, in realtà, risale a poco più di un anno fa, quando il commissioner David Stern spiegò che, per tutti i giocatori, era vietato postare su Twitter e sugli altri social a partire dai 45 minuti prima dell'inizio di ogni gara ufficiale e fino al termine delle consuete press conference di chiusura. In molti, allora, si occuparono di questione nata forse per via dei casi di Allen Iverson (che su Twitter dichiarò il nome della sua nuova squadra) o proprio dall'inquietante messaggio di Michael Beasley, che lasciò senza parole fans e dirigenti.
Ma come vanno oggi le cose? Bè, i giocatori presenti su Twitter, per esempio, non mancano. Ovviamente le regole vengono seguite senza problemi, ma i giocatori, nelle fasce orarie "concesse", postano ancora e tanto. L'ultima in ordine di tempo è di quelle da non perdere, e il protagonista è quel fenomeno esilarante di Shaquille O'Neal, un grande sul campo e fuori. Ve l'abbiamo mostrata ieri.
Il nostro Danilo Gallinari, per esempio, dal suo account Twitter aggiorna i suoi tifosi italiani e statunitensi con un piccolo diario, questo. Di recente (l'altro ieri) Lebron James ha messo a conoscenza dei tifosi, sempre tramite il social network, i miglioramenti dei suoi Miami Heat nel lavoro difensivo. La stessa Nba ha creato un proprio account, dove informa più volte nel corso della giornata gli appassionati di Nba su risultati, notizie e curiosità.
Dwyane Wade, pure lui, è presente su Twitter e poche ore fa ha ringraziato pubblicamente con un post la comunità latina per il supporto a lui e alla squadra. Se invece ci si vuole divertire di più, il consiglio è quello di buttare un occhio al profilo di Shaq, oltre 3 milioni e 300mila followers (nell'ultimo post si definisce Shaq-A-Clause... è già in veste natalizia!!!) o su quello di Facebook. Sempre aggiornatissimo anche il profilo di Lamar Odom, ma consigliamo di non perdere di vista anche quello di Carmelo Anthony, dove di recente Melo ha pure esternato le sue idee politiche.
Pure Allen Iverson non ha mancato di informare i suoi tifosi sulle recenti trattative che lo hanno portato in Turchia. Insomma, i social network ormai fanno parte della vita stessa della Nba, ma più in generale di tutti gli sport Usa. La Nfl, del resto, impose le sue regole anche prima della stessa Nba.